31 marzo 2016

Il caffè, la bevanda più conosciuta in tutto il mondo, diffusasi dall’oriente all’occidente, ha fatto innamorare di sé persone culturalmente e geograficamente distanti. Inizialmente, il suo consumo coinvolgeva soltanto gli esponenti delle classi più abbienti e solo in un secondo momento, superando le barriere sociali e culturali, diventava una bevanda alla portata di tutti. Uomini, donne, ricchi, poveri, giovani e adulti… grazie alle sue note conviviali, il caffè si è affermato come prodotto universale nella cultura, dall’antichità fino ai giorni odierni.
Sulle sue origini però, non vi è ancora molta chiarezza: alcuni botanici, sostengono che i primi a riconoscerne gli effetti stimolanti fossero gli abitanti etiopi, i quali ne masticavano i semi crudi per avere più energia. Altri invece, affermano che la bevanda derivi da un’antica mistura calda preparata da alcuni popoli nomadi, ricavata dai semi della pianta coffea essiccati al sole, macinati e mescolati al grasso.
Una delle leggende più famose sulla bevanda, narra di un pastore di nome Kaldi che intento a condurre le sue capre al pascolo, notò gli animali masticare una pianta di caffè incontrata lungo il cammino. Durante le notte, la capre anziché dormire, si aggiravano nei paraggi piene di energia e vivacità, come mai prima di allora. Reale o mera invenzione, questa leggenda si contrappone ad alcuni scritti storici, che sembrerebbero dimostrare come in realtà la bevanda sarebbe originaria del vicino Medio Orientale dove veniva chiamata anche “Vino d’ Arabia” dai pastori nomadi dell’altopiano di Kaffa. Distillavano direttamente dai chicchi un succo che fermentato, che lasciato fermentare produceva una bevanda alcolica. Inoltre ne masticavano le foglie, di cui apprezzavano le capacità eccitanti, oppure erano soliti preparare con esse un decotto rossastro, il cui liquido veniva utilizzato come rimedio energetico e stimolante.
Dal quindicesimo secolo, l’espansione del caffè divenne dominante: dal Medio Oriente all’Europa e successivamente alle Americhe, grazie ai Turchi Ottomani. Quest’ultimi, insediati su di un territorio molto vasto, permisero alla bevanda di espandersi ed essere conosciuta e consumata in numerose parti del mondo. Usato dapprima in funzioni religiose della tradizione araba e con finalità terapeutiche, divenne successivamente un simbolo di convivialità tanto importante da causare una sensibile diminuzione del consumo di bevande alcooliche.

Le prime tracce del caffè in Italia risalgono al sedicesimo secolo, quando i veneziani lo importarono grazie ai numerosi scambi commerciali con l’Oriente. Le prime botteghe specializzate però si fecero attendere, infatti gli studiosi ne collocarono la nascita intorno al 1645. Dopo circa un secolo, si diffusero anche nella vicina Inghilterra con il nome di Coffeehouse, luoghi d’ intrattenimento sociale in cui le persone potevano conversare, leggere e ascoltare musica sorseggiando piacevolmente del caffè.

Oggi, sia in Italia che all’estero, il caffè è diventato simbolo delle grandi multinazionali. Ricordiamo la Bialetti Industrie, nata come officina per la lavorazione dell’alluminio con Alfonso Bialetti e diventata produttrice della Moka, immancabile nelle nostre abitazioni. Nel background estero invece, ricordiamo Starbucks (leggi “Starbucks finalmente in Italia!”), famosa catena americana di caffetterie fondata il 30 marzo 1971 a Seattle da Howard Schultz. Essa offre ai propri clienti caffè, cappuccini, dessert e prodotti di pasticceria, proponendosi come luogo di ritrovo per i giovani, soprattutto se studenti o abitanti nelle grosse metropoli.
Ma il caffè non smette di stupire grazie ai suoi numerosi utilizzi alternativi: dall’igiene personale per realizzare ottimi scrub viso e corpo energizzanti e maschere riflessanti per capelli castani, fino alla cura della casa, per deodorare il frigo o per realizzare un ottimo compost casalingo.

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